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By Fancy Tour - Napoli

 

Sacralità ed essenza primordiale

 

Con la sua estensione, l’Indonesia è il Paese più grande dell’intero Sud-est asiatico. Non c’è da stupirsi quindi, se si presenta come un’incredibile fucina di culture e tradizioni. Una pluralità di ambienti caratterizzano il composito arcipelago, del quale avere un assaggio nel corso di questo tour. Da Giava all’isola di Bali, passando per il Borneo, alla ricerca di architetture tradizionali, antiche simbologie, natura selvaggia e aspri paesaggi. Sono solo alcuni degli elementi di un viaggio che condurrà tra esperienze e panorami variegati, ma accomunati da una straordinaria bellezza.

 

Viaggio di 15 giorni

da domenica 3 a domenica 17 agosto

Con l’esperta Francesca Russo

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4 MOTIVI PER VISITARE L’INDONESIA

 

1. Yogyakarta (Giava)

Una città ricca di arte e cultura, che costituisce un tassello importante per conoscere la storia indonesiana, fatta di rituali e tradizioni che si rinnovano ogni giorno e di una composita simbologia. Elementi perfettamente rappresentati da uno dei gioielli di Yogyakarta, il Kraton.  Un palazzo che funge ancora oggi da abitazione del sultano, centrale dal punto di vista amministrativo,  ma anche spirituale, intrinsecamente legato alla storia giavanese e alla lotta per il potere in Indonesia. E’la sua architettura l’elemento più interessante, testimone della cosmologia e della filosofia del popolo di Giava, per mezzo della distinzione degli spazi privati e pubblici, aperti e chiusi, tutto atto a simboleggiare l’ordine cosmico e le intrinseche legge che lo regolano.

 

2. Kalimantan (Borneo indonesiano)

E’ questo il nome della sezione indonesiana dell’isola comunemente chiamata Borneo, assimilando, spesso, le tre diverse nazioni a cui afferisce. Ma, al di là di ogni questione toponomastica, ciò per cui questo angolo di mondo è noto ai più, è la sua  primordiale natura, stupefacente in ognuna delle sue espressioni, dal punto di vista faunistico a quello floristico. Il colore dominante è il verde della foresta pluviale, pregna di un’esotica vitalità e che custodisce i segreti ancestrali di popolazioni misteriose, come quella dei Dayak. Ma nell’immaginario comune sono, a ragion veduta, i primati che lo abitano i protagonisti indiscussi del Borneo indonesiano. Scimmie proboscidate e, soprattutto, oranghi che qui risiedono con la maggiore densità rispetto ad ogni altra parte del globo.

 

3. Giava orientale

Imponenti vulcani che incombono minacciosi. Stupefacenti laghi originatisi in antichi crateri, estensioni di lande desertiche da percorrere all’insegna dell’avventura. Paesaggi che, nonostante la loro asprezza, sono in grado di suscitare calde emozioni. Sono questi alcuni degli ingredienti che rendono la zona orientale di Giava, con il Monte Bromo e il Kawah Ijen, una meta che attrae gli amanti della natura più primitiva. Luoghi dal forte impatto visivo,  con una morfologia unica che regala panorami mozzafiato.

 

4. I dintorni di Ubud (Bali)

Una meta esotica per allontanarsi da tutto e ritrovare sé stessi. Un vecchio cliché che ha reso Bali  domicilio d’elezione degli hippy degli anni anni 70’. Gli anni sono passati e l’isola ha cambiato volto da allora, ma i dintorni di Ubud sembrano ancora conservare angoli legati a un’interiorità profonda. Dall’equilibrio mistico ricercato dai contadini di Tegalalang, alla funzione purificatrice dell’acqua, elemento centrale del Pura Tirta Empul, fino all’energia primordiale che sgorga dalle viscere del Monte Batu.